Commento la notizia diffusa da repubblica.it e reuters riguardo la catena umana di 120 km organizzata dai Verdi ambientalisti tedeschi contro il nucleare.
La notizia: http://www.repubblica.it/esteri/2010/01/25/news/germania_nucleare-2074175/index.html?ref=search
La protesta: http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE63N0GU20100424
Le foto della protesta: http://www.repubblica.it/ambiente/2010/04/24/foto/nucleare-3589619/1/
Il commento: 25 aprile giorno della liberazione dal nazifascismo... sempre!! La Germania vorrebbe tornare al nucleare, l'Italia simpatizza e volentieri ritornerebbe a infestare il territorio di fabbriche d'energia "pulita"!? (mi ravvederei da certe affermazioni ma è quel che dicono). Non mi ravvedo invece da questa affermazione: "quando ci liberiamo dalle idee di certe menti?" Una catena umana non fermerebbe certamente i lavori burocratici o le idee di certa gente ma servirebbe a dargli una scrollata e a fargli capire che anche noi esistiamo!!
Orticellando un po' la notizia è il caso di menzionare la mia terra: la Puglia è una terra di sole, di mare e di tanto vento. Perchè non investire nel rinnovabile... finché c'è sole e finché c'è vento c'è vita... il mare... che bello il mare!! Ma se ci togli il sole, il vento e il mare... noi come campiamo? Coglierei quindi l'opportunità che Madre Natura di offre, potremmo sfruttare il moto delle maree, i cicli del vento e l'energia del sole.
La cinetica ha fatto un grande passo verso la scienza dell'energia rinnovabile, si è passati dalle dighe all'eolico ed ora giunge una grande notizia. I marciapiedi del centro di Tolosa (in Francia) hanno cambiato forma e visione, producono energia rinnovabile... ebbene si, basti pensare a quanta gente ogni giorno calpesta i marciapiedi di una stazione ferroviaria o di un centro urbano, se si installassero in ogni stazione dei grandi marciapiedi energetici (chiamiamoli così) noi produrremmo energia elettrica senza nessuno sforzo e impatto ambientale. La notizia viene dai giornali Francesi e anche da alcuni Media italiani che non hanno ancora approfondito l'argomento ma la notizia impazza nei blog di tutta Italia.
Questo uno dei tanti problemi risolvibili investendo minori somme di denaro, pubblico e privato, soprattutto non inquinando il nostro già troppo martoriato ecosistema... ma si è mai pensato fermamente a come e dove smaltire le migliaia di tonnellate di scorie radioattive prodotte qui in Italia? Di certo non in Russia o in Siberia dove di siti di stoccaggio o al peggio di accantonamento di scorie ce ne sono fin troppi. Un dilemma tira l'altro e siamo sempre al punto di partenza.
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